{"id":39641,"date":"2022-01-06T17:48:52","date_gmt":"2022-01-06T16:48:52","guid":{"rendered":"https:\/\/cts.besta.it\/cts\/?page_id=39641"},"modified":"2022-01-06T18:55:19","modified_gmt":"2022-01-06T17:55:19","slug":"autismo-4","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/cts.besta.it\/cts\/autismo-4\/","title":{"rendered":"Autismo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;articolo sotto riportato \u00e8 scritto da Isabel Canicatti e Alessandra Sheila Vincitore ed \u00e8 tratto dal sito https:\/\/www.stateofmind.it &#8211; <a href=\"https:\/\/www.stateofmind.it\/2020\/06\/autismo-scuola\/\">https:\/\/www.stateofmind.it\/2020\/06\/autismo-scuola\/<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019autismo tra i banchi di scuola: strategie per l\u2019intervento<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La scuola svolge un ruolo molto delicato nel notare i primi segnali di&nbsp;<strong>autismo<\/strong>&nbsp;e successivamente creare un percorso mirato di studi e di inclusione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il termine Autismo si intende un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da una sindrome comportamentale causata da un disordine biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative all\u2019interazione sociale reciproca, all\u2019abilit\u00e0 di comunicare idee e sentimenti e alla capacit\u00e0 di stabilire relazioni con gli altri. L\u2019Autismo, pertanto, si configura con delle caratteristiche \u201cpermanenti\u201d che accompagnano la persona nel suo ciclo vitale, seppur presentino un\u2019espressivit\u00e0 variabile nel tempo e cambino da soggetto a soggetto (Linee Guida per l\u2019Autismo, L. 134\/2015).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ll&nbsp;DSM 5&nbsp;(Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) definisce i Disturbi dello Spettro dell\u2019Autismo secondo due principali criteri:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>deficit persistenti della comunicazione sociale e dell\u2019interazione sociale<\/li><li>pattern di comportamento, interessi o attivit\u00e0 ristretti e ripetitivi<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo scenario, si pone enfasi sul concetto di spettro come di un continuum che va da deficit pi\u00f9 gravi a meno gravi, pertanto si tratta di uno spettro variabile, che pu\u00f2 comprendere sia persone con alto quoziente intellettivo che con&nbsp;ritardo mentale. All\u2019interno dello spettro autistico, infatti, troviamo diverse diagnosi, che vanno dalla Sindrome di Asperger, che definisce persone ad \u201calto funzionamento\u201d, al Disturbo autistico, che descrive invece persone a \u201cbasso funzionamento\u201d, con grave disabilit\u00e0 verbale ed intellettuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualmente non sono state ancora individuate le cause certe dell\u2019autismo: la comunit\u00e0 scientifica internazionale, per\u00f2, tende a riconoscere un\u2019origine multifattoriale, in cui le alterazioni genetiche avrebbero un ruolo principale, accompagnate da altri fattori ambientali, sia di tipo biologico, esperienziale, che psicologico, con grande variabilit\u00e0 da una persona all\u2019altra. Tale interazione darebbe luogo ad alterazioni strutturali e funzionali del sistema nervoso centrale a partire dalla vita intrauterina e con evoluzione pi\u00f9 o meno rapida e marcata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sembra esserci nemmeno una prevalenza geografica ed etnica, in quanto \u00e8 stato delineato in tutto il mondo, in ogni popolazione e ambiente sociale; presenta invece una prevalenza di genere, poich\u00e9 viene diagnosticato maggiormente nei maschi (da 2,5 a 4 volte di pi\u00f9) rispetto alle femmine.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Autismo e scuola<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vari studi e ricerche dimostrano che la prevalenza dell\u2019autismo tra gli alunni delle scuole italiane, e non solo, \u00e8 in continuo aumento, attestandosi ormai intorno all\u20191% della popolazione scolare totale. Il dato \u00e8 confermato dall\u2019Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio dei Disturbi dello Spettro Autistico, il quale sottolinea come si tratti di disturbi ad elevata complessit\u00e0, che accompagnano l\u2019individuo per tutta la vita e che, per questo, mettono alla prova tutto il sistema di assistenza (sanitario, educativo, economico).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tutto questo, la scuola svolge un ruolo molto delicato e talvolta determinante: infatti, proprio all\u2019ingresso della scuola dell\u2019infanzia possono essere notati i primi segnali di \u201cqualcosa che non va\u201d. Si osserva, ad esempio, come i bambini fatichino a interagire con gli altri oppure a separarsi dalle loro attivit\u00e0 solitarie per integrarsi nel gruppo. Non di rado gli insegnanti faticano ad affrontare questa situazione con i&nbsp;genitori, non sapendo cosa dire e soprattutto come dirlo. E\u2019 possibile che nei genitori nascano dei sentimenti di negazione e rifiuto, per questo \u00e8 importante che sia insegnanti che genitori siano accompagnati in questi delicati momenti da personale esperto, come pu\u00f2 essere lo Psicologo Scolastico. E\u2019 bene sottolineare come questi timori e questi dubbi spesso non facciano altro che ritardare la presa in carico di questi bambini, mentre l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, nelle sue Linee Guida, pone proprio l\u2019accento sulla necessit\u00e0 di un intervento precoce, in modo da aumentare l\u2019efficacia dell\u2019intervento stesso. Nei gradi scolastici superiori, invece, il problema non diventa pi\u00f9 riconoscere e affrontare la presenza di autismo, quanto creare un percorso di studi e di inclusione che permetta a ogni bambino e ragazzo con Disturbo dello Spettro Autistico di svilupparsi e di apprendere al meglio delle sue potenzialit\u00e0 e di aumentare la qualit\u00e0 della sua vita, soprattutto in un\u2019ottica di crescita dell\u2019autonomia, anche in una prospettiva a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia gli alunni con diagnosi di autismo frequentano regolarmente la scuola e sono seguiti da un insegnante di sostegno e, in alcuni casi, anche da altre figure professionali, come educatori, psicologi o assistenti alla comunicazione, che offrono assistenza scolastica specialistica. Ma questo non basta: un opportuno trattamento di questo disturbo, infatti, spesso prevede la conoscenza e la padronanza di tecniche specifiche e il problema che spesso si riscontra nelle scuole \u00e8 la mancanza di personale adeguatamente formato. Ad esempio, uno dei metodi maggiormente usati ed efficaci, soprattutto nei casi di basso funzionamento, \u00e8 quello ABA (Applied Behavior Analysis), ovvero l\u2019analisi applicata al comportamento per la modificazione dei comportamenti disadattivi, metodo complesso che richiede una formazione specifica. Esso si focalizza su comportamenti significativi dal punto di vista sociale, consentendo cos\u00ec una reale crescita del soggetto e l\u2019incremento dei comportamenti adattivi che sono presenti nei soggetti della stessa et\u00e0 cronologica e gruppo sociale di riferimento. I bambini e i ragazzi con autismo frequentemente non riescono ad imparare dall\u2019ambiente naturale e per superare questo problema la terapia ABA si avvale di prove discrete (the discrete trial) in cui competenze e componenti sono suddivise in piccole parti pi\u00f9 facilmente insegnabili. Si avvale, quindi, di programmi basati sui rinforzi, sfruttando la loro\u00a0motivazione, e si struttura attraverso il raggiungimento di obiettivi chiari e precisi. Anni di ricerca internazionale hanno dimostrato l\u2019efficacia dei trattamenti comportamentali nella riduzione di comportamenti impropri e nell\u2019incremento della\u00a0comunicazione, dell\u2019apprendimento\u00a0e di comportamenti adeguati nei soggetti con autismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il bambino o ragazzo con autismo solitamente \u00e8 seguito da un terapista debitamente formato e segue lo stesso protocollo anche a casa, per cui diventa fondamentale sviluppare una stretta collaborazione e una sinergia tra scuola-famiglia-specialista, in modo che tutti contribuiscano positivamente al buon esito del trattamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 per\u00f2 innegabile che la scuola costituisca di per s\u00e9 un ambiente particolare: ci sono molte persone e molti stimoli a volte incontrollabili, spesso possono accadere imprevisti che rompono la routine (cos\u00ec basilare per i soggetti dotati di questo disturbo) e molto altro, per cui, se da una parte agli insegnanti \u00e8 chiesto di aderire ai consigli di terapisti e genitori, dall\u2019altra devono costantemente mostrare una grande capacit\u00e0 di anticipazione, adattamento ed inventiva. In classe vanno presentate strategie ad hoc.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Alcune strategie<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi bambini e ragazzi, a causa dei deficit delle competenze relazionali, hanno bisogno di strumenti adeguati per interagire con gli altri, pertanto risulta importante:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>incoraggiare a salutare appena il bambino o il ragazzo entra in classe, sia i compagni che il corpo docenti;<\/li><li>aiutare il bambino o il ragazzo ad attirare l\u2019attenzione degli altri toccandoli o chiamandoli;<\/li><li>insegnare a chiedere aiuto quando ne ha bisogno, toccando e\/o chiamando oppure con l\u2019ausilio di immagini (Pecs \u2013 Picture Exchange Comunication System) se necessario;<\/li><li>incoraggiare a condividere le proprie cose con gli altri;<\/li><li>promuovere l\u2019inclusione nel contesto classe proponendo delle attivit\u00e0 e dei giochi da poter fare insieme.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altro aspetto importante da considerare, a causa delle abitudini e dei rituali molto rigidi, \u00e8 l\u2019eventualit\u00e0 che si verifichino crisi o scoppi di collera, non riuscendo a reagire in modo funzionale alle rotture o forzature di tali rigidit\u00e0. E\u2019 pertanto auspicabile non forzarli bruscamente a cambiare le proprie abitudini, ma osservare il comportamento per imparare ad anticipare e gestire al meglio i problemi comportamentali. Ed \u00e8 proprio nell\u2019anticipare che si pu\u00f2 cercare di insegnare ai bambini e ai ragazzi nuovi comportamenti adattivi e nuove abitudini pi\u00f9 funzionali. Per fare ci\u00f2, a scuola, si potrebbe:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>utilizzare l\u2019analisi funzionale per individuare gli elementi che favoriscono i comportamenti problematici e in questo modo anticiparli e\/o evitarli. L\u2019analisi funzionale aiuta a sviluppare ipotesi circa lo scopo del comportamento messo in atto e la relazione tra il comportamento e l\u2019ambiente, secondo un modello ABC basato sugli antecedenti, comportamento e conseguenze.<\/li><li>rispettare i suoi tempi;<\/li><li>strutturare la sua giornata in classe pianificando in anticipo le attivit\u00e0 da svolgere (Agenda Visiva);<\/li><li>organizzare il materiale didattico e di gioco in modo ordinato cos\u00ec che sappia prendere autonomamente le sue cose;<\/li><li>incoraggiare l\u2019imitazione dei pari;<\/li><li>assicurarsi che il bambino o il ragazzo rimanga in classe e con i compagni il pi\u00f9 a lungo possibile, cercando di coinvolgerlo nelle attivit\u00e0. Risulta infatti di fondamentale importanza strutturare l\u2019ambiente scolastico in modo adatto e favorevole.<\/li><li>insegnargli a riferire il suo stato\/emozione anche attraverso le pecs;<\/li><li>scrittura\/lettura di Storie sociali che descrivono, attraverso le immagini, una situazione sociale semplice. Ci\u00f2 aiuta a capire i comportamenti propri ed altrui in modo chiaro e semplice;<\/li><li>utilizzare un programma di rinforzi per favorire e stabilizzare i comportamenti positivi e funzionali. Un esempio potrebbe essere la Token Economy, tecnica basata sull\u2019erogazione di rinforzatori simbolici (token\/gettoni) ogni volta che il comportamento bersaglio viene emesso, fino al raggiungimento di punti (stabiliti precedentemente) che permetter\u00e0 l\u2019accesso al premio finale (il rinforzatore vero e proprio).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce delle varie difficolt\u00e0 di un bambino o ragazzo con autismo \u00e8 necessaria un\u2019alleanza tra i vari professionisti (Insegnante, Terapista, Educatore, Psicologo Scolastico, Logopedista, Psicomotricista e Neuropsichiatra Infantile) che mettano in campo metodologie, tecniche e strategie volte a favorire l\u2019acquisizione o il potenziamento di abilit\u00e0 funzionali alla crescita della persona nei vari gradi scolastici e in tutti i contesti di vita. Altrettanto importante \u00e8 la&nbsp;famiglia, coinvolta insieme ai professionisti stessi nell\u2019azione di cura e progettazione di un percorso caratterizzato da un impegno condiviso per realizzare un efficace e reale inclusione sociale e per promuovere un progetto di vita declinato sulla persona, che va accompagnata e sostenuta nel diritto di autodeterminarsi e di raggiungere la maggiore autonomia possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esito pi\u00f9 evidente di tale alleanza \u00e8 la stesura del PEI (Piano Educativo Individualizzato), documento che la scuola redige in collaborazione con tutti i servizi che seguono questi bambini e ragazzi, e che deve essere approvato anche dalla famiglia. Il PEI non \u00e8 solo un \u201cpezzo di carta\u201d, come purtroppo spesso viene svalutato, ma una colonna portante del percorso di crescita degli alunni con disabilit\u00e0; esso viene stilato sulla base della Diagnosi Funzionale scritta dal Neuropsichiatra Infantile e sul Profilo Dinamico Funzionale compilato dagli insegnanti proprio a partire da questa Diagnosi. La caratteristica di questi documenti \u00e8 di valutare il funzionamento di ogni bambino per tutte le aree personali, sociali e scolastiche, evidenziando non solo le criticit\u00e0, ma anche i punti di forza (\u00e8 bene ricordare, infatti, che accanto a molti deficit, spesso sono presenti delle abilit\u00e0, specie percettive e visuo-spaziali, attenzione per i dettagli e meticolosit\u00e0). In questo modo viene costruito un iter scolastico che permette al singolo soggetto di raggiungere i propri obiettivi, tarati sulle sue potenzialit\u00e0 e sui suoi margini di miglioramento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, la scuola italiana ha una grande vocazione per l\u2019inclusione, ma ci\u00f2 non basta. Spesso, infatti, ci si scontra con dei limiti strutturali e logistici degli istituti (mancanza di spazi e materiali, scarsa formazione del personale docente sulle dinamiche specifiche proprie dell\u2019autismo, difficolt\u00e0 dei contatti tra i servizi\u2026) che impediscono di mettere davvero in pratica tutte le buone intenzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se lasciata sola, la scuola pu\u00f2 arrivare solo fino ad un certo punto, per questo \u00e8 importante sottolineare come la presa in carico degli alunni con autismo (ma anche con disabilit\u00e0 in generale) debba necessariamente prevedere la partecipazione attiva e costante di tutti gli attori chiamati in causa: famiglie, scuola, servizi territoriali e specialisti. Solo in questo modo si pu\u00f2 garantire ai nostri bambini e ragazzi un percorso di vita coerente, lineare e positivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;articolo sotto riportato \u00e8 scritto da Isabel Canicatti e Alessandra Sheila Vincitore ed \u00e8 tratto dal sito https:\/\/www.stateofmind.it &#8211; https:\/\/www.stateofmind.it\/2020\/06\/autismo-scuola\/ L\u2019autismo tra i banchi di scuola: strategie per l\u2019intervento La scuola svolge un ruolo molto delicato nel notare i primi segnali di&nbsp;autismo&nbsp;e successivamente creare un percorso mirato di studi e di inclusione Con il termine&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"right","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"class_list":["post-39641","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cts.besta.it\/cts\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/39641","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cts.besta.it\/cts\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/cts.besta.it\/cts\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cts.besta.it\/cts\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cts.besta.it\/cts\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39641"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/cts.besta.it\/cts\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/39641\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cts.besta.it\/cts\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39641"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}